Tormenti elettorali made in Italì
Aprile 13, 2008

Non oltrepassare la linea gialla.
Ce l’ho
Aprile 11, 2008

Chi avesse voglia di avvicinarsi allo schermo lo faccia pure. C’è scritto 300 e non ho badato alla figura da giapponese: macchina stabilizzata col poggiatesta del vicino davanti, scatto senza flash, un altro per sicurezza, facciamo tre. Il film del ritorno è una vera merda. Praticamente c’è uno che vince un sacco di soldi a un gioco tv e spende tutto in poche settimane. Poi lo stato gli chiede il 48% di tasse e lui deve cercare di recuperare il più possibile liquidando i folli acquisti (Cessna e villa inclusi). Tra cattivi consiglieri e banche ingorde, “El concursante” (il concorrente) vede crollare le sue certezze di professore di economia alle prime armi. Le banche controllano le società occidentali e i soldi che maneggiano non esistono, sono un’illusione! Ma tu la tesi di laurea, con chi l’hai discussa? Mah. Fotografia 1/10, sceneggiatura da videoclip 3/10, interpretazione 6/10. Da scongisliare agli amici (fatto).
Appena finito di togliermi la strada di dosso, con un lavaggio ossessivo di mani che non riesco più ad evitare. Un pò di movida livello 3 su 10 con il grandissimo Maurizio, ora anche nel suo cuore c’è il Palentino, barrino popolare dove una birra piccola e un bicchiere di vino vengono 2 euri (in tutto). Confermare, please.
Domani inizia la spedizione elettorale. Dopo aver spiegato a un numero enorme di spagnoli che nooooo, non si può votare “por correo” (per posta), mi accingo a una tournée a tappe forzate: visita al 100% dei miei parenti più stretti, conoscenza dell’ultimo arrivato in famiglia e relativa consegna del suo primo secchio di Duplo, ultimi tormenti elettorali bipartitismo si bipartitismo no (no), passaggio per le scuole medie della mia infanzia e annesso carico di ricordi, studio il più possibile, Madrid, Roma, Cosenza, Napoli, Madrid.
Buon viaggio anche a tutti gli altri forzati del voto, specialmente a chi deve attraversare l’Italia con rotta verso oriente (Marco sei tu e si, l’oriente è a destra), impresa notoriamente faticosa, dal sapore a volte medievale.
Buonanotte

Fanno parte di una nutrita serie di cose che popolano l’immaginario di tutti per inganno o fiducia. In effetti, per anni, tutti sanno di giraffe e aeroplani, ma non gli è mai capitato di incontrarli di persona. Lo stesso capita con Babbo Natale, ma tutta la faccenda con il vecchio è un pò particolare. Per anni ho avuto difficoltà a credere alle giraffe e agli aeroplani, ma il Babbo mi pareva quasi plausibile. Un collo di 5 metri? Seeeeee! Volare a 10.000 metri e 700 km/h? Seeeee! Poi al circo la vedi, non c’è discussione, vedi quei fasci di muscoli , quella capoccetta da tonta: un’invenzione bizzarra, la giraffa, ma ci sta tutta. Più o meno nello stesso periodo ti dicono di Babbo Natale. In effetti non quadra per niente la storia della slitta e la procedura del camino. Io manco ce l’ho il camino! E una renna col naso luminoso? Ti prego.
La prima volta che ho messo piede su un aereo ho capito che non sarebbe stato come con la giraffa. Ok, l’aereo esiste, è grossino per giunta, ma quelli sarebbero i motori? Non ci credo che funziona, non ci credo! Io non salgo su nulla che non abbia propulsori tipo space shuttle, capito? Il decollo mi pietrifica. Ok, con la giraffa è andato tutto bene, ma se salta fuori una storia tipo Babbo Natale? Salve è il comandante che vi parla: tirare su questo mostro sparando aria calda verso dietro? Cazzoni scendete che c’è l’autobus che vi sapetta. Ho paura dell’aereo, ma ci ho fatto l’abitudine.
Il primo aereo che ho preso fu per una vacanza in Inghilterra. Tempi in cui partire e tornare avevano contorni definiti. Contorni geografici e contorni emozionali. Praticamente, sorrisi all’andata, lacrime al ritorno. Al momento i miei oggetti personali sono spalmati su almeno 4 città. Non parto e non torno, semplicemente “prendo l’aereo”. Non c’è un posto in cui “sono tornato”, ci sono diversi posti in cui “sono arrivato”. Beh, la cosa è a tempo, per fortuna: ha alcuni lati particolarmente affascinanti e mi tiene gli occhi sbarrati e il cuore a pezzi. In aeroporto mi tremano le gambe. Sono arrivato stanotte, verso le due.





