Con Flas

Maggio 24, 2008

L’immagine televisiva del circo della politica corrisponde alla realtà solo per istantanee. Quello che non ci si aspetta è la tempistica, il ritmo e le reali dimensioni del fatto trasformato in notizia.
La sala si riempie, prima di tutto, di tecnici portatori di cavi, cavalletti, schermi e registratori. Successivamente arrivano i giornalisti, i cameramen e i fotografi. E arrivo io travestito da fotografo con il mio coinquilino travestito da giornalista (si è messo la giacca).
Si forma, tutti ordinati, un semicerchio ampio intorno alla porta da cui appariranno i dignitari di partito. Oggi si tratta della cupola più alta, del cerchio più interno. I cameramen stanno in piedi, i fotografi su un ginocchio. I giornalisti con microfono si pettinano ai lati della porta.
Trattasi di un partito che inizia la seconda legislatura all’opposizione. Nervi a fior di pelle, quindi, lotte intestine, regolamenti di conti, volti tesi e parole pesa(n)tissime.
Il salotto adiacente, nei minuti dell’attesa, sembra un campo di regata prima della partenza. Pezzi più o meno grossi si avvicendano all’orecchio dei protagonisti. Chi starà conversando con uno di loro quando decideranno di irrompere nel salone principale, si beccherà una foto in prima o seconda pagina. All’improvviso tutto diventa serissimo, iniziano a sentirsi i click, si accendono le luci delle telecamere e sfrafallano i flash. Niente dichiarazioni.

Iniziano gli interventi, da giorni c’è attesa spasmodica per l’annuncio del nuovo segretario generale. Le parole sono quelle di sempre: España, los ciudadanos, la libertad, nuestro partido, España (almeno altre 20 volte), las autonomias, el gobierno, gracias.
La platea è composta da un centinaio di persone incredibilmente simili tra di loro. Camice a righe con il colletto bianco, cravatte col nodo grosso, capelli con l’onda, tailleur luccicanti, oro, blackberry, sguardo di chi la sa lunga. Invece di chiedere permesso, uno mi sposta usando solo il mignolo. Saranno i jeans ma devo dare l’impressione di essere infetto. Ho la tentazione di fargli la faccia da mostro, poi rinuncio per pietà.

La notizia cresce, sembra che l’investitura sia imminente. Cresce ancora, si avvicina al podio la candidata attualmente più quotata per la segreteria generale. La notizia cresce ancora: parla della sua traiettoria politica all’interno del partito e ricorda gli incarichi precedenti. Siamo al climax: ringrazia “mi presidente nacional” per le opportunità che offre a chi si impegna nel partito.
La notizia scompare, così com’è venuta. All’improvviso siamo già ai saluti e non è successo niente. Capita, dice, che si organizzi l’evento, si faccia filtrare la notizia per vedere di nascosto l’effetto che fa, e se l’effetto non piace si faccia come se niente fosse.

Escono di scena gli aristocratici di ogni livello, con l’attacco giornalistico che va scemando man mano che si passa a pesci sempre più piccoli.
Birre, olive, riavvolgere i cavi, dettare la notizia, commentare, cellulari, conservare gli obiettivi. Fine.
Chi ha l’invito per la cena è pregato di dirigersi verso la sala Cibeles. Noi abbiamo 6 chorizos navarros in borsa e non vediamo l’ora.
Il tutto in meno di due ore. Con la sensazione che i 700.000 iscritti che il presidente cita nel suo discorso, si accorgeranno di tutto domani, senza aver contato niente ieri.

Una Risposta a “Con Flas”

  1. ire detto

    Mariano ti amiamo.
    Senti ma visto che hai le manie di grandezza quand’è che dedichi un post (con intervista, obviously) all’idolo eurovisionato Rodolfo Chikilicuarte?!?
    El ciki ciki mola un mogollòn, lo bailan en la China y tambien en alcorcòn!!
    besos chochin

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