Yeah man!
Maggio 5, 2008

Dice repubblica.it che “I tre arrestati sono tutti giovani di buona famiglia”. Non ho mai capito questa espressione, ma la presenza delle virgolette mi ha sempre rassicurato. Non trovarle mi fa pensare che “di buona famiglia” sia una locuzione definitivamente codificata. Non si specifica la professione di nessuno dei genitori, nè si accenna a frequentazioni politiche o religiose. Di buona famiglia! E tutti capiscono. Di buona famiglia! E ognuno sa che saprebbe riconoscerla per strada, una buona famiglia. Io guardo la gente con crescente sospetto.
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Spesso guardo la strada contando i simboli di civiltà allineati lungo i marciapiedi. Nella conta entrano le fermate degli autobus e le stazioni ferroviarie, la segnaletica stradale, gli ospedali, i parchi, i ponti, le scuole, le buche per le lettere. Sono un ingenuo della filosofia politica. Una volta che tutti abbiano accesso a questi manufatti e al meccanismo che rispettivamente rappresentano, davvero non vedo motivi di conflitto. D’altro canto non sono un perfetto idiota e da ogni corsa in autobus esco sopraffatto dalla varietà di sensibilità umane che osservo in 12 metri, mentre andiamo tutti insieme verso posti diversi.
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Il parco del Buen Retiro si sta facendo sessualmente minaccioso. Pollini trasportati con i sistemi più vari e ingegnosi, si riversano sulla mia scrivania a tonnellate e posso osservarli dalla finestra, indaffarati nella ricerca di terra fertile. Al tempo stesso trovo ridicola la personificazione di queste pallottole di lanuggine, che altro non sono che insensibili messaggere di codice genetico. A volte mi stupisco di come continui a raccontarmi le cose secondo le immagini e le suggestioni assorbite alle scuole elementari.
A 5 anni non riuscivo a dormire se non ero convinto che gli oggetti della mia stanza stessero comodi. Mi alzavo anche più di una volta per fare in modo che le penne non si dessero fastidio tra di loro. Non volevo nemmeno che due oggetti che supponevo amici stessero lontani, per non farli sentire soli nel buio della notte. Ho sempre dormito come un sasso, e tutta la mia stanza dormiva serena con me.
Maggio 5, 2008 a 6:27 pm
Sulla seconda parte dell’ultimo intrvento ho da dire “sei un cretino”, però l’amicizia come al solito!
Approfondiamo “sessualmente minaccioso”, è chiaramente una metafora che va dai fiori al resto del’umanità!
Ciao