On the road
Aprile 29, 2008

La violenza degli uomini sulle donne, in Spagna si chiama comunemente “violencia machista”. In linguaggio ufficiale si chiama invece “violencia de genero”, perchè qualcuno ritiene opportuno sottolineare che la violenza tra individui di sesso diverso non è sessualmente monodirezionale. Alle fermate degli autobus mi capita di osservare, specie di notte, un interessante fenomeno di autosegregazione sessuale. Con una certa frequenza, le pensiline rimangono regno non insidiato di una sola persona. Di una donna o di una ragazza. Per non dare neanche per sbaglio l’impressione di volerci provare, gli uomini restano nei paraggi della fermata, senza però invadere il perimetro della pensilina. Al parco del Buen Retiro, donne non accompagnate prendono il sole in bikini. Mi sembra un risultato eccezionale. Trovo molto interessante l’idea di un marsupio per portare in giro i neonati.
Non resiste più e me lo chiede. Credo che abbia fantasticato più di una volta su questa mia dote incredibile. Probabilmente ha parlato di me ai suoi compagni.
-Cioè una ad una?
-In che senso Giovanni? (devo chiamarlo così, anche se si chiama Juan)
-Devo guardarle una ad una?
-No, vai direttamente alla C. Guarda, qui
-Eh, ma poi le devo guardare UNA AD UNA?
-No, vai direttamente a “cama”
-In che senso? Ma come fai tu a trovarla? (gli trema la voce, invidia, frustrazione, curiosità e un pò di vergogna, ma soprattutto invidia, frustrazione e curiosità: un casino)
-Juan sono in ordine alfabetico
E CHE COSA E’ QUESTO ORDINE FALFABETICO? (tono di voce e gesticolare decisamente sopra le righe)
5 anni e non sapere usare un dizionario, 23 anni e non ricordarsi che il 98 per cento delle conoscenze non è innato.
meno 64 (precisi precisi)
Primavera per davvero.
Aprile 25, 2008

Giornata perfetta di equilibrio termico tra interno e esterno. Potrebbero non esserci le pareti, non si muove un alito di vento e ci sono 25 gradi fissi sia dentro che fuori. Il Retiro manda odori di fertilità vegetale e la nostra aloe vera prende il sole col suo pipone al vento. In non più di una settimana si è dotata di un tronco centrale con centinaia di fiorellini che per ora restano chiusi. Oggi mi sembrava la giornata giusta per esibirli ma niente, e la decisione di schernirsi ancora deve avere un fondamento.
Arrivare a casa appiccicoso di sudore non può certo definirsi il mio aspetto preferito della bella stagione, tuttavia le prime volte ricorda che il peggio è passato e il tempo volge al bello. Oddio, finora a Madrid non ho mai usato l’ombrello e in effetti ho una sensazione del tipo “In che senso primavera? Già? Ma sicuri?”. Come se fosse stata una simulazione d’inverno piazzata a cavallo del 15 maggio.
A 5 anni avrei detto che l’estate era la mia stagione preferita e avrei allegato anche semplice e lineare spiegazione: perchè non c’è la scuola e si può andare in bici. Già all’epoca mi sembrava un pò naif ma era sincero. Mi spostai sulla primavera, della quale potevo sottolineare altre dolcezze, e in effetti la preferisco per quanto concerne il clima. Ma non ero sincero con me stesso. A 23 anni la bella stagione (in generale) è la mia stagione e pare sia appena iniziata.
I look right (and left)
Aprile 22, 2008

Non ci avevo mai pensato fino a quando non lo vidi. In effetti, se le auto circolano tenendo la sinistra, al pedone è fortemente consigliabile guardare a destra, prima di attraversare. Subito pensai che questo avrebbe potuto crearmi problemi una volta tornato a casa. Quando riprendi in mano un tuo vecchio cellulare non hai più quella familiarità (istanti di nostalgia) e l’aggeggio di solito sembra più grande di quello che era. Il fenomeno è irreversibile. E non avevo nessuna intenzione, in futuro, di trovarmi nel posto giusto al momento giusto guardando dalla parte sbagliata. Tra il primo attraversamento oltremanica e il secondo, decisi che da quel momento in poi avrei guardato sia a destra che a sinistra. Così, per sicurezza.
Anni dopo, a Pisa, dove bici-killer si aggirano per strade in cui la loro presenza, pur massiccia, è ignorata e non regolata, quella decisione mi è tornata utilissima. Anche nelle strade a senso unico (soprattutto in quelle) guardare da tutte e due le parti è obbligatorio.
No, non sono stato In UK, la foto (qui l’originale) è stata gentilmente rilasciata con licenza creative commons. In particolare, con la licenza Attribution. La licenza recita:
Tu sei libero: di riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare quest’opera;
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Ogni volta che usi o distribuisci quest’opera, devi farlo secondo i termini di questa licenza, che va comunicata con chiarezza.
In ogni caso, puoi concordare col titolare dei diritti utilizzi di quest’opera non consentiti da questa licenza.
Questa licenza lascia impregiudicati i diritti morali.
Vado pazzo per le cose ragionevoli.
Liquefy dei The Servant. Capita che le canzoni che mi entrano in testa abbiano un testo così idiota da non meritare neanche di essere letto più di una volta. Ed eccomi ad inventare parole che non esistono Iupuch iurendeaun iuwinmiap I can feel you. Oh come mi piace questa canzone! Maldita sea!
Meno 70 precisi precisi (ora è ufficiale)
Parliamone, ne ho bisogno
Aprile 16, 2008

E insomma è andata così. Voto utile, voto di protesta, voto idealista, non voto. Dice Juan: capisco come ti senti, anche io ho appena perso le elezioni. No che non lo capisci.
È assolutamente obbligatorio (a me viene naturale) tenere sempre presente che le nostre istituzioni sono garanzia di civile convivenza tra idee politiche anche molto distanti. Per questo perdere le elezioni è sempre un momento difficile, ma una dialettica politica sana e matura è sufficiente a ricordare prestissimo a che scopo si elegge un governo e quali sono i fini del parlamento. Per questo si telefona all’avversario non appena si conoscono i risultati del voto. Per questo, senza dubbio alcuno, considero legittimo il governo che verrà.
Eppure non mi tolgo dalla testa che alcune basi di giudizio, pur non codificate, dovrebbero far parte di un patrimonio comune a tutti. Nella loro storia politica, ho sentito Berlusconi e Bossi pronunciare parole irragionevoli e pericolose, sostenere tesi irricevibili e trattare le istituzioni dando la sensazione di non sapere su quali principi sono fondate. E se non tutti ne traggono conclusioni simili, a me sembrerebbe naturale il contrario. Leggo una vignetta (questa qua), ritrae questo comunissimo errore di percezione, mi fa sorridere.
Comincia una nuova legislatura. La volevi la governabilità? E mo te la tieni.
Tormenti elettorali made in Italì
Aprile 13, 2008

Non oltrepassare la linea gialla.
Ce l’ho
Aprile 11, 2008

Chi avesse voglia di avvicinarsi allo schermo lo faccia pure. C’è scritto 300 e non ho badato alla figura da giapponese: macchina stabilizzata col poggiatesta del vicino davanti, scatto senza flash, un altro per sicurezza, facciamo tre. Il film del ritorno è una vera merda. Praticamente c’è uno che vince un sacco di soldi a un gioco tv e spende tutto in poche settimane. Poi lo stato gli chiede il 48% di tasse e lui deve cercare di recuperare il più possibile liquidando i folli acquisti (Cessna e villa inclusi). Tra cattivi consiglieri e banche ingorde, “El concursante” (il concorrente) vede crollare le sue certezze di professore di economia alle prime armi. Le banche controllano le società occidentali e i soldi che maneggiano non esistono, sono un’illusione! Ma tu la tesi di laurea, con chi l’hai discussa? Mah. Fotografia 1/10, sceneggiatura da videoclip 3/10, interpretazione 6/10. Da scongisliare agli amici (fatto).
Appena finito di togliermi la strada di dosso, con un lavaggio ossessivo di mani che non riesco più ad evitare. Un pò di movida livello 3 su 10 con il grandissimo Maurizio, ora anche nel suo cuore c’è il Palentino, barrino popolare dove una birra piccola e un bicchiere di vino vengono 2 euri (in tutto). Confermare, please.
Domani inizia la spedizione elettorale. Dopo aver spiegato a un numero enorme di spagnoli che nooooo, non si può votare “por correo” (per posta), mi accingo a una tournée a tappe forzate: visita al 100% dei miei parenti più stretti, conoscenza dell’ultimo arrivato in famiglia e relativa consegna del suo primo secchio di Duplo, ultimi tormenti elettorali bipartitismo si bipartitismo no (no), passaggio per le scuole medie della mia infanzia e annesso carico di ricordi, studio il più possibile, Madrid, Roma, Cosenza, Napoli, Madrid.
Buon viaggio anche a tutti gli altri forzati del voto, specialmente a chi deve attraversare l’Italia con rotta verso oriente (Marco sei tu e si, l’oriente è a destra), impresa notoriamente faticosa, dal sapore a volte medievale.
Buonanotte