Piangere in autobus

Dicembre 6, 2007

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Ci si può commuovere per i trasporti pubblici? Come dice un mio professore di qui, da come è posta la domanda si deduce che SI. Da Plaza de Cibeles partono tutti gli autobus notturni. Arrivano flottiglie di gente da tutte le parti: dalla Castellana, da Paseo del Prado ma soprattutto scendendo da Alcalà e Gran Via. C’è una bella atmosfera, alcuni (molti) non si reggono in piedi, altri continuano a fare casino, altri semplicemente vanno o tornano dal lavoro. Non si distingue Plaza de Cibeles di notte da Plaza de Cibeles di giorno ma probabilmente di notte c’è più gente.

Diciamocelo. I trasporti pubblici sono forse l’unica cosa del mondo che funziona come secondo me dovrebbe. L’unica zona di mio gradimento nel campo di bataglia tra socialdemocrazia all’europea e neoliberismo. Un posto in cui mi sento tranquillo, i giovani si alzano per far sedere gli anziani, dove tutto è organizzato e tutto, nell’organizzazione, risponde ai criteri con cui il mio cervello organizza. So, ma faccio finta di non sapere, che questo succede solo perchè alle nostre latitudini spinte sociali e di sostenibilità coincidono al momento con criteri di economicità e ritorno politico. Come dire: quando un esercizio torna anche se hai sbagliato il procedimento. Che culo!

Il mio autobus notturno è l’N9. Mi porta dritto sotto casa. Lo adoro.

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“Erasmus. Tipico!” (4) Lo svizzero (che non è tecnicamente un Erasmus, ma è uno di noi)

In Svizzera le ferrovie annunciano ritardi di 4 minuti e chiedono anche scusa.

Si, lo sappiamo. Lo svizzero è stato molto paziente. Alle domande idiote sul suo paese risponde spesso con una battuta. Dice “si, e in Svizzera ci sono anche l’elettricità e le automobili”. Negli occhi gli riconosco l’espressione di chi soddisfa sempre le stesse curiosità. Un pò come quella gente molto alta a cui chiedono sempre che aria tira lassù. Un pò così, ecco.

Gli è già toccato entrare in argomenti come: cioccolato svizzero, orologi svizzeri, gli svizzeri non hanno l’euro, gli svizzeri non hanno l’esercito (falso), in svizzera la droga è legale (parzialmente vero), gli svizzeri sono noiosi (qui un pò la prende male), gli svizzeri stanno solo in svizzera (rimane spiazzato, ci penserà a casa credo). Sulle ferrovie però, lo svizzero risponde orgoglioso. Finalmente una domanda a cui gli piace rispondere, finalmente qualcosa che gli sembra notevole del suo paese.

Abbiamo qualcosa in comune, io e lo svizzero. E chi se l’aspettava?

6 Risposte a “Piangere in autobus”

  1. ema detto

    Ti senti già spagnolo, o stai rivalutando anche il sistema di trasporto pubblico italiano?!?

  2. BaBi detto

    cioè è il nostro destino..i miei interventi parlano di trasporti pubblici una volta si e una no..mi prendono un sacco in giro, ma io non ci posso fare niente…sono troppo interessanti!troppo! il mio prontobus è il 92 se becco l’autista genile mi lascia anche di fronte al portone!!woow!
    ciao vecchio
    baci
    °babi°

  3. signorrizzo detto

    cavolo..mi sto ammalando anche io.
    Adoro la linea rossa e il 24!!!!

  4. Marco detto

    bel blog davvero,uno dei pochi con un senso(sarà perchè si intravede la fine sin dall’inizio?)
    Ho avuto anche l’impulso di far girare il link,come per vantarmi di essere un tuo conoscente,come si faceva alle medie.Impulso soppresso,meno male..
    Ma quando te lo prendi maurizio?mi sa che apro anche io un blog col conto alla rovescia!!!

  5. apptivioaorologeria detto

    Grazie…
    Maurizio ti mancherà.

  6. Silve ha detto

    Dai Attilo, mi mancano sti discorsi inusuali a mensa. Menomale che tra un po’ vengo a rompere i coglioni laggiù.
    Comunque dite a quelli del blog che non si dice “Silve detto”

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