60 km un’ora e mezza

Ottobre 24, 2007

Probabilmente è il fatto che per la prima volta da mesi vedo la nebbia (pare che anche a Madrid ci sarà l’autunno). Inevitabile la necessità di fare qualcosa.

Indubbiamente è l’attuale confine a cui si è spinta la mia passione sfrenata per i mezzi pubblici (particolarmente quelli su rotaia). Indicativo il fatto che il mio progetto di optimizaciòn de procesos riguarderà un sistema di trasporto metropolitano.

Sicuramente c’entra anche l’ultima pausa da 5 ore 5 da smaltire (per questa settimana). Incredibili le abitudini che si prendono quando si ha a che fare con mostruosità del genere.

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E insomma mi sono avviato, ore 11:30, Cercanìa 1: Nuevos Ministerios-Chamartin (5 km)

La prima fermata a Chamartin, un nodo in cui si incrociano e si scambiano passeggeri la metropolitana, i Cercanìas e i treni a lunga percorrenza. E’ la tipica stazione in cui hanno infilato più negozi del necessario (nonchè un campo da minigolf, una pista di pattinaggio, un hotel e diversi bar e ristoranti); si respira l’aria malinconica dei posti dove tante attività commerciali languono senza riuscire a decidersi a chiudere. Di fronte sono in fase di ultimazione i 4 nuovi grattacieli di Madrid, gli edifici più alti di Spagna. Credo ci si aspetti che riempiano di passeggeri la stazione (e i negozi, l’albergo, i bar, i ristoranti, forse anche il minigolf e la pista di pattinaggio, ma mi pare improbabile). Rivedo la mia prima impressione di malinconia, ci vedo un’attesa paziente, speranze ben riposte: prima o poi la gente arriverà, deve arrivare! Mi sto suggestionando, tempo di ripartire.

Cercanìa 7: Chamartin-Príncipe Pio (49 km)

Però nella direzione sbagliata. Qui sta quella che mi è sembrata una trovata geniale. Partire dalla zona A e ritornarvi, spingendosi nel frattempo fino alla zona B2, prendere una linea circolare nel verso che la mappa ti sconsiglia. Si, in effetti il suo abbonamento lo permette [probabilmente perchè è davvero una cosa da idioti, come andare da Roma a Milano passando per Bari]. In parentesi quadre la mia interpretazione di uno sfuggente e iper espressivo sguardo del controllore. Succede quello che speravo, passo attraverso la sterminata periferia di micro villette con micro giardino micro piscina e 2 micro automobili che cresce a ritmo forsennato a nord-ovest di Madrid. Sa di cosa parlo chi è arrivato qui in aereo. Posso vedere il tutto da vicino, in giro non c’è un’anima (di mattina la gente lavora, prima o poi capirò) il paesaggio è desolante e non posso fare a meno di notare che nella zona c’è una media di un condizionatore, un impianto di trattamento acque e una caldaia a gas ogni 4 persone. Neanche l’ombra di un pannello solare. Ah no, ce n’è uno. Uno ogni 4000 persone.

Príncipe Pio è una stazione affascinante, ci sono binari su due livelli e molto traffico. E’ uno dei pochi nodi della rete dove la partenza di un Cercanìa e di uno o più treni della metro possono essere apprezzati in un solo sguardo, in un tripudio generale di scale mobili. Il trenomaniaco (presente) ha un orgasmo violento e quasi perde i sensi. Capita che gli si scarichi la macchina fotografica. Czz.

Metro linea 10: Prìncipe pio-Gregorio Marañon (6 km)

Ah che belli i treni di questa linea! Di quelli senza separazione interna tra le carrozze. Un serpetone velocissimo, accelerazioni rapide ma senza sussulti e frenate decise però dolci. Niente, sono arrivato. Sono le 13:00 quindi fanno 13 stazioni, tre treni e 60 km, ad una velocità media di 40 km/h. Sono affascinato e ho fame.

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Si, l’intero post è prigioniero di schemi compositivi (introduzione in tre paragrafi cadenzati da avverbi, aggettivi, parentesi e punteggiature corrispondenti, viaggio in tre paragrafi introdotti da titolo sottolineato). E no, non sono riuscito a farne a meno.

Addio, anzi arrivederci

Ottobre 22, 2007

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Ho fotografato con cura tutti i passaggi mentre ti smontavo e ogni vite è tornata al suo posto. Non avevo mai visto il tuo dissipatore, nè il processore, è stato emozionante. Saldatura a stagno, nastro isolante, in effetti ora stai meglio, e insieme scriviamo questo post mentre lo schermo sfarfalla stremato.

 

Ti sei difeso fino all’ultimo, con Messenger, Skype e Firefox aperti tutti insieme e la musica a palla. Silenzioso e impeccabile hai maneggiato con Photoshop file da oltre 70 Mb (e io che avevo paura a installarlo).

 

Stai meglio, dicevo, ma implori riposo. Ti accendi, almeno, ma solo per dovere di amicizia. Abbiamo scritto una tesi e una tesina, scaricato e ascoltato tonnellate di musica, abbiamo guardato film, chattato, telefonato, abbiamo anche aperto un blog. Abbiamo salvato fotografie inguardabili, fatto calcoli e progetti. Mi mancherai e non sarà facile sostituirti.

 

E’ meglio così in fondo, te ne vai in pensione, non nella spazzatura. Sarai per sempre il mio computer di riserva, quello che collegato a uno schermo fisso “è ancora un macinino pazzesco”.

 

E quindi addio, anzi, arrivederci.

 

meno 265 (circa)

Snooze

Ottobre 19, 2007

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Ovvero, come rimandare la sveglia di 5 minuti in 5 minuti dalle 10:30 alle 12:00 cambiando sogno ogni volta e non essere ancora pronto per venirne fuori.

La foto originale è qui

Thanks to…

Ottobre 19, 2007

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Le spiegazioni chiave me le ricordo come fosse ora. La divisione si spiega con la storia del fiorario che ha 100 rose e vuole sapere quanti mazi da 10 può fare. Per le frazioni è un classico la mamma che deve dividere la torta tra 7 bambini (cosa tra l’altro impossibile nella realtà). Non si sommano le patate con le mele (tantomeno con le carote ed è inutile che alziate la mano per chiedere di tutti i santi ortaggi che conoscete!). E poi le divisioni in colonna, le scomposizioni in fattori primi, il MCD e il mcm, hp ts dim. e c.v.d.

Un sistema di descrizione e interpretazione del reale che sempre più mi affascinava e convinceva, facendosi sempre più complesso col passare del tempo. Passo dopo passo fino ad oggi, in cui la descrizione matematica e geometrica dell’esistente non hanno più un confine a separarle dalla tensione politica e sentimentale del vissuto. E così capisco cosa vuol dire ‘essere proprio un ingegnere’, lo apprezzo, ne intuisco i limiti e dopo anni a impararlo senza neanche saperlo ne rivedo all’improvviso le radici.

E quindi grazie di cuore a chi mi ha guidato e mi guida in questo cammino. Non tanto a chi mi spiega il metodo degli elementi finiti, quanto piuttosto a chi mi ha introdotto con pazienza a un modo di ragionare totalmente nuovo, a chi mi ha costretto a scrivere lungo una linea il più possibile retta, a chi mi ha insegnato che l’8 sono due palline e a chi mi ha insegnato che l’8 non sono due palline ma una linea chiusa, che messo in orizzontale, l’8 è l’infinito, anche se l’infinito non è un 8 messo in orizzontale e che tra due punti ce n’è un altro e un altro ancora all’infinito.

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¿Quien tiene derecho a estar sereno?

 

 

meno 270 (circa)

Morocco

Ottobre 13, 2007

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Sotto a una gonna di pelle nera lunga fino ai piedi porti pantaloni aderentissimi, sempre di pelle nera. Lo so per gli spacchi vertiginosi della gonna. Sei praticamente sottovuoto in una camicia bianca avvitatissima, cravatta nera fine fine e un gilet striminzito (manco a dirlo) di pelle nera. Dalle maniche ti spuntano calze a rete (parlo di una rete a maglie molto larghe), le mani ce l’hai bianchissime e le unghie laccate in maniera che si intonino alla combinazione cromatica particolarmente vivace.

A metà tra Andy dei Bluvertigo e Ziggy Stardust, porti una cresta biondo platino ingegneristicamente azzardata e lenti a contatto modello rettile. Ti muovi istrionico, sempre al centro di un gruppo di pari-abbigliati, tra i quali riesci a sembrare l’unico ad essere stato capace di creare un insieme armonioso con ciò che aveva nell’armadio. Hai scelto il punto più elevato del locale, so che riesci a controllare, senza darlo a vedere e senza poterne fare a meno, chi ti-vi sta guardando e come.

Seguendoti con gli occhi mi faccio trascinare per dentro ad atmosfere di un passato che per me vive solo su carta e per il mondo comincia ad essere storia, sono allo zoo di Berlino e sono il copilota di major Tom, non ti vedo neanche più, sono in giro.

Mi affascini, per una cosa come 20-25 secondi.

Madrid!

Ottobre 11, 2007

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Indietro

Ottobre 9, 2007

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Con tanta lucidità in più guardare indietro al passato, essere di nuovo in grado di ascoltare Yann Tiersen senza riempirsi di una nostalgia terribile, una cosa insopportabile da nodo in gola.

Ci siamo addormentati su quelle note, ve lo ricordate?

Fisarmoniche, xilofoni, percussioni delicatissime, fiati incantatori, un pianoforte trascinante e tanti splendidi archi. Inverni freddissimi ma un’atmosfera incredibile, sentire per la prima volta che la vita, finalmente, correva abbastanza veloce da dover essere rincorsa, invece di spingerti col piede sul culo, tornare a casa e sentirsi a casa, addormentarsi incoscienti e svegliarsi con l’ansia di incontrarsi.

Prima che le porte si chiudessero, prima di internet, prima della polizia, prima di altri dischi, prima di inverni freddi e basta, prima di tutto questo, che tempi, amici miei!

Voi ci riuscite, ad ascoltare Yann Tiersen?

Cambio di stagione

Ottobre 7, 2007

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E’ successo di nuovo. Il cambio con la stagione fredda me lo perdo irrimediabilmente per strada. Anche quest’anno 10 secondi di silenzio nell’accorgermi che in fondo alla pila dei vestiti “forse da riusare” ci sono dei pantaloncini: non ricordo da quanti giorni non li metto. Sulla sedia, spiaccicati dai sedimenti di questi primi agitati giorni d’autunno, i miei pantaloncini grigi non se l’aspettavano. Pensavano di farsi almeno un altro giro, e io speravo di concederglielo, e invece niente. Il cambio di stagione al ritorno è più rassicurante, puoi in effetti costringerlo in un paio di riti, la prima volta con i pantaloni corti e la prima volta con le scarpe aperte. All’andata invece niente, ti ci trovi dentro e rimani a bocca aperta, un pò triste un pò stupito un pò arrabbiato un pò così, molto autunnale. Che vuoi fare?

 

Per chi non ci avesse mai fatto caso, le mie foto su Flickr. http://www.flickr.com/photos/20293851@N00/

 

Il blog del signor rizzo, per chi non lo conosce e per chi lo conosce. Un grande viaggio per il signor rizzo, un graaaande viaggio. http://signorizzo.wordpress.com/

 

meno 281 (posso affermarlo con discreta precisione)

Ya me faltas

Ottobre 7, 2007

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